Guarantando e vivendo da una parte e dall'altra della Cortina di Ferro. Ieri Per 29 anni ho trascorso la mia viță în un paese, la România, quella del Conte Dracula, secondo il racconto inventato dal suo autore Bram Stoker, o, piu recentemente come la nazione con a capo Ceaușescu.
Oggi I 29 anni a seguire li ho trascorși per meta nel paese dell'arte, del sole, del bel canto e della buona cucina: l'Italia; l'altra meta l'ho vissuta con la sua storia millenaria, piena di tradizione e multiculture, în Gran Bretagna. II passato del "Muro di Berlino" e della "Cortina di Ferro" viene dimenticato con troppa rapidită e facilită în un mondo dove tutto scorre freneticamente. Ho voluto rendere un omaggio a quel passato vissuto con difficolta da molti, come anche a quel paese che ha un gran passato da răccontare. La crescita dei figli în un mondo libero mi ha permesso di fare un raffronto con quella che fu la mia adolescenza, îl rivivere differenze e similitudini quotidiane tra gente e paesi diverși. L'insieme di queste rivisitazioni, piene di ricordi, dove l'amaro quotidiano s'addolcisce di tanto in tanto con momenti di tranquillita e dove con tocchi ironici e divertenți cerco di far conoscere ai miei figli, e a chi non ha avuto modo di fare le mie esperienze, quanto sia stato difficile trascorrere una viță în un mondo assai diverso da quelli odierni. Fragment din "The bridge. Memorie di tempi e luoghi diverși" - Adrian Tuchel " DRACULA 06.07.2011 La mia scuolă possedeva una "cabana" cioe uno challet, a Bran, a circa trentă chilometri dalla cittă în una ridente, se pur angusta, vallata circondată dalle montagne cîrcostanți: era a disposizione della scuola e durante le vacanze o anche nei fine settimana, era ușată dagli allievi e c'erano diverse stanze separate per maschi e ragazze, con letti a castello, una sala di riunione, che chiamavamo da ballo, ed una cucina sul pianerottolo. Anche ad universita ormai terminată restavamo in contatto con i vecchi professori e și riusciva ad organizzare certe feste. Da lì era facile iniziare delle gîte e raggiungere le montagne alte anche 2.500 metri d'altezza, mă c'era anche îl problema che mâncava tutto ed il nostro impegno era il trasporto del vettovagliamento necessario. Con la memoria ritorno a quel capodanno del 1977, portavo sulle spalle nel sacco da montagna una tanica di 25 litri con la struttură în alluminio piena di buon vino; sul ghiaccio e la neve, sempre un equilibrio precario, ero riuscito a portare indenne il prezioso contenuto senza danni, dalla stazione dell'autobus, in centro al paese, sino al recinto dello chalet per tre chilometri, quando un imprevisto scivolone volle ricordărmi che i pericoli esistono anche nell'ultimo metro di un percorso. La struttură și piegò mă îl recipiente non și ruppe, îl vino fu salvo e, largo alla festa, che și protrasse per tutta la notte. " Îl paese era famoso, oltre che per chi conosceva il nostro chalet, anche per il suo castello medievale eretto in una posizione strategică, sopra la vallata, al confi ne tră la Transilvania e la Valacchia. Conosciuto sotto il nome di Castello Bran, fu nella sua costruzione iniziale una fortifi cazione di legno innalzato dai Cavalieri membri dell’Ordine Teutonico nel 1212 (Orden der Brueder Deutschen Haus St. Mariens in Jerusalem – detto anche Deutscher Orden).
